AIIC - Associazione Italiana Il Cicloviaggiatore

ZIMBABWE 2017

Atterriamo ad Harare che è piuttosto estesa e ci sono alcune strade a scorrimento veloce. Spesso ci sono delle ciclabili, sebbene spesso siano una sorta di marciapiede sterrato, comunque meglio di nulla. Nei negozi dei centri commerciali troviamo tutto ciò che ci serve pro viaggio.

Da Harare pedaliamo alle Chinhoyi caves 116km dove c’è un campeggio. Le grotte valgono lo stop.

 

Il mattino dopo proseguiamo per Karoi (86km), tutta saliscendi. Qualche km prima della cittadina sembra esserci un campeggio vicino a pompa di benzina. In città 4 alloggi tra cui scegliere e contrattare per il prezzo. Uscendo, sempre su strada principale, si raggiunge il River Inn dove chiediamo di piantare la tenda. Chiedete e contrattate prima soprattutto rispetto a acqua e doccia e bagno, l’albergo è suggestivo ma in rovina.

Proseguiamo per Makuti (86km) e prendiamo una camera al Traveller Lodge. Vista spettacolare. Qualche salita e tanti camion diretti al confine con lo Zambia, quindi tenersi ben a bordo strada. Si prosegue con dei gran discesoni tra la foresta e baobab e qualche salita. Sembra che da un momento all’altro spunterà qualche animale ma se ne stanno nascosti e invisibili.

Arrivati a Kariba (70km) piantiamo la tenda al Worthog Camp. Non so se gli animali ci hanno seguito ma tra la sera e l’alba, oltre agli stanziali ippopotami, è facile vedere zebre, kudu e elefanti; il problema è che ci vengono a far visita proprio fuori dalla tenda anche due leoni. I proprietari erano super eccitati per questa prima visita nella storia del camp.

 

Giriamo qualche giorno nei dintorni in attesa del traghetto, il mitico Kariba Ferry che con una piccola crociera super raccomandata (leggermente cara ma ne vale la pena) ci porta a Mlibizi. Appena sbarcati ci fanno pagare una tassa perché siamo nel parco (?), in perfetto stile Zimabwese, contrattiamo anche su quella.

La strada è un poco accidentata ma il panorama merita e si attraversano villaggi e coltivazioni. Arrivati a Kamativi rimaniamo delusi dalla desolazione e proseguiamo tra le montagne. Verso sera chiediamo ospitalità in un kraal (86km). Foratura mattutina e riparazione sotto gli occhi attenti dei bambini. Raggiungiamo Dete dove fare un po’ di rifornimento e arriviamo al gate dello Hwange NP dove chiediamo di entrare per raggiungere il Main Camp. La trattativa va per le lunghe e alla fine torniamo indietro al Gwango Lodge & campsite (46km). Il campeggio è splendido e siamo in pochissimi, quindi nessun problema di accesso ai 2 (!) bagni e docce; numerose scimmie presenti dunque tenetevi il cibo in tenda chiusa.

Il safari al parco è caro e un po’ deludente, la cosa migliore sarebbe avere la propria auto o forse appoggiarsi al vicino (in bici) Ivory Lodge. Riprendiamo la strada, sempre tra foreste e raggiungiamo Lupane (115km) dove c’è un women centre che ha stanze accoglienti.

Prima di raggiungere Bulawayo dormiamo in un altro Kraal (114km) dove c’è un pozzo per l’acqua meraviglioso e un bar nella foresta.

Arriviamo a Bulawayo (73km) con un vento contro fortissimo e piazziamo la tenda al Sothern comfort lodge che è una decina di km da centro. La notte è gelida come il vento, ci dicono che ha nevicato in Sud Africa.

Proseguiamo per il Matobo NP (78km) che raccomandiamo per la bellezza e suggestione. I campeggi interni sono cari e in rovina gli chalet con bagno fuori ottimi. Il parco è quasi completamente visitabile in bici e sebbene gli sterrati siano un po’ rovinati la gita alla Togwana dam è qualcosa, anche per il luogo in sé! Il consiglio è di starci tre notti potendo.

Il ritorno a Bulawayo (58km) è facile e veloce.

 

 

Proseguiamo per Zvishavane (199km) attraversando numerosi villaggi e cittadine, la strada è impegnativa in alcuni punti (gli ultimi 20km) ma il paesaggio ripaga. La successiva tappa per Masvingo (100km) invece non è granché e a noi risulta faticosa. Consigliamo il backpacker rest.

 

 

Proseguiamo per Great Zimbabwe e campeggiamo da Norma Jean’s (37km). La strada che prosegue fino alla diga e oltre merita così come il sito patrimonio dell’Unesco. Nonostante la gestione. Le guide invece sono preparate e accoglienti.

Ritornati a Masvingo prendiamo il bus per rientrare ad Harare.

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