AIIC - Associazione Italiana Il Cicloviaggiatore

PATAGONIA 2010-2011

PATAGONIA 2010-2011: parte 1

San Carlos de Bariloche – Villa O’Higgins

 

… Venezia – Madrid – Buenos Aires – San Carlos de Bariloche

 

25 dic. ___ San Carlos de Bariloche km. 15

San Carlos de Bariloche si affaccia sulle acque blu del Lago Nahuel Huapi. Rinomata meta di turismo internazionale, è conosciuta come la “Svizzera argentina” per i suoi bei paesaggi, per la sua ottima cioccolata e per le sue origini teutoniche.

26 dic. ___ San Carlos de Bariloche – Lago Gutierrez, Lago Mascardi – El Foyel km. 78

I primi giorni pedaliamo in Argentina e attraversiamo la regione dei laghi e dei Parchi Naturali.

E’ una zona bellissima che ci regala subito meravigliosi scenari di laghi, torrenti, boschi immensi, montagne scoscese.

27 dic. ___ El Foyel – El Bolson km. 48

Stiamo pedalando sulla Ruta National 40 che si estende a mo’ di spina dorsale nella Repubblica Argentina, da nord a sud per un totale di quasi 5000 km.

El Bolson è una graziosa cittadina della regione Rio Negro. Qui abbiamo modo di conoscere Don Gino Zanin, sacerdote friulano nato a Talmassons e da 50 anni in Argentina. Un incontro piacevole ed interessante parlando di questa terra e naturalmente del Friuli.

 

28 dic. ___ El Bolson – El Hoyo – Epuyen – Cholila km. 86

Bellissimi paesaggi, una strada indimenticabile e … l’azzurro del cielo patagonico!

Il “ripio” è terribile! Infatti il fondo della carretera è di sabbia e ghiaia e quindi disastroso per le biciclette; si pedala con molta fatica perché si sprofonda e, spesso, si perde l’equilibrio.

Per effettuare gli ultimi 26 chilometri ci vogliono quasi 3 ore di dura lotta con il fondo della strada e … il caldo (38 gradi)!!!

29 dic. ___ Cholila – Lago Futalaufquen nord (Hosteria “Cume Hue”) km. 52

… quando passano mezzi di trasporto, per noi diventa un problema: veniamo letteralmente avvolti da nuvole di polvere.

Entriamo nel parco nazionale Los Alerces. Lago Futalaufquen .

Una “proveeduria”, un piccolo negozio di alimentari dove ci fermiamo per fare rifornimento viveri.

31 dic. ___ Villa Futalaufquen – Esquel km. 46

Un Gaucho solitario nella prateria patagonica.

Durante il nostro viaggio ne abbiamo incontrati molti. Il gaucho è uno dei simboli della Patagonia, è il mandriano, colui che lavora a cavallo tra pecore e vacche e presta servizio nelle fattorie

1 gennaio 2011 ___ Esquel

Questa casa fu costruita da Gelindo Rossi, un emigrante friulano di Grions del Torre di Povoletto (Udine), che arrivò in Argentina nel 1949. Per 2 giorni siamo ospiti della sua famiglia e con loro abbiamo trascorso la piacevole serata dell’ultimo dell’anno.

Grazie a Cleofe, Carla e Pepe per l’ospitalità e la gentilezza davvero straordinaria!

2 gen. ___ Esquel – Trevellin (Argentina) – Futaleufù (Chile) km.80

Siamo a Trevelin, da qualche giorno ci siamo resi conto che il nostro bagaglio è troppo pesante e per alleggerirlo, pensiamo di spedire a casa alcuni capi di abbigliamento.

Oggi, però, è Domenica 2 gennaio e l’Ufficio Postale è chiuso. Una signora comunque ci consiglia di rivolgerci al direttore della posta. Lo andiamo a cercare e lo troviamo nel giardino della sua casa mentre è intento a lavare l’automobile. Gli spieghiamo il nostro problema e lui, anche se è Domenica, viene ad aprire l’Ufficio postale e ci consente di spedire in Italia alcuni kg. di troppo. … gracias señor Alfredo! Confine tra Argentina e Chile.

Arriviamo a Futaleufù, grazioso paese in territorio cileno, che prende il nome dall’omonimo rio, meta turistica per chi ama praticare il rafting e il kayak.

3 gen. ___ Futaleufù – Puerto Ramirez – Puerto Piedra km.56

… discese e “dure” salite si alternano continuamente.

4 gen. ___ Puerto Piedra – Villa Santa Lucia – “Carretera Austral” – Villa Vanguardia – La Junta km. 95

Siamo arrivati a Villa Santa Lucia, sulla “Carretera Austral”. La Carretera o Camino Longitudinal Austral, è una strada di circa 1300 km. che inizia a Puerto Montt e termina a Villa O’Higgins.

Fino al 1976 le regioni a sud di Puerto Montt erano raggiungibili solamente per navigazione o attraverso stradine secondarie o sentieri percorribili a cavallo.

Fatta costruire dal dittatore cileno Pinochet la carretera è il collegamento da nord a sud del paese e si snoda tra boschi incantevoli, paesaggi incontaminati e piccoli paesi che sembrano isolati dal resto del mondo. I paesini sono distanziati da non meno di 60 chilometri e, lungo la strada, gli unici indizi di vita umana si trovano nelle rare case abitate da contadini. Per il resto solo cavalli, cani o vacche vagabonde. Il Camino Austral a tutto assomiglia meno che alla strada principale del sud del Cile. Ciò che stupisce è che le porte delle case sono aperte a tutti e l’ospitalità di questa gente è davvero incredibile: in questa casa abbiamo comprato il pane appena sfornato.

Villa Vanguardia: un gruppo di case dove ci sono servizi di base e caffetteria. La sera arriviamo a La Junta, l’immagine della solitudine.

5 gen. ___ La Junta – Lago Rospolon – Puyuhuapi (Oceano Pacifico) km. 46

Siamo arrivati a Puyuhuapi, un piccolo paese di 300 abitanti che sorge tra alte montagne coperte di foreste e un fiordo dell’oceano Pacifico.

Visitiamo la casa Ludwig con l’annesso Museo e abbiamo modo di conoscere una delle storie che più ci ha colpito in questo viaggio.

I primi abitanti di Puyuhuapi furono due giovani tedeschi che arrivarono in questo angolo sperduto del Cile nel 1935. Sulla riva del mare tutto era ricoperto da bosco nativo e dovettero bruciare diversi ettari di foresta vergine per poterla convertire in terra fertile e creare pascoli per l’allevamento.

Durante la colonizzazione di queste terre del sud del Cile, negli Quaranta, gli uomini provocarono numerosi incendi che in alcuni casi durarono addirittura 10 anni perché, a causa del vento, sfuggirono al loro controllo; milioni di ettari di bosco nativo furono ridotti così come li vediamo ora.

6 gen. ___ Puyuhuapi – Parque Nacional Queulat – Camping Queulat km. 24

Decidiamo di fare una deviazione per entrare nel Parco Nacional del Queulat.

Piantiamo la tenda e facciamo una bella camminata nel bosco della Riserva Naturale, un concentrato unico di natura vergine e paesaggi indimenticabili:

torrenti impetuosi e cascate scendono dal ghiacciaio Ventisquero Colgante e si gettano nell’Oceano Pacifico. Il fronte del ghiacciaio oggi si trova a circa otto chilometri dal mare mentre un secolo fa ne era a soli 200 metri.

7 gen. ___ Camping Queulat – Passo Queulat – Villa Amengual km. 72

Una forte salita di circa 8 chilometri ci conduce, dal livello del mare, ai 500 metri del Passo Queulat.

Pedaliamo nella foresta pluviale, in quella che viene considerata una delle foreste più piovose del mondo, ma noi prendiamo pioggia solo negli ultimi 20 km quando ormai siamo sulla strada asfaltata.

Dormiamo nella casa di Veronica e con lei beviamo per la prima volta il Mate. In Patagonia bere il mate è un’abitudine, un vero e proprio rito.

E’ un’infusione preparata con le foglie di erba Mate, una pianta originaria del Sud America, essiccata, tagliata e sminuzzata che si beve calda e in compagnia.

8 gen. ___ Villa Amengual – Lago Torres – Villa Mañihuales km. 60

Alcuni chilometri sono decisamente duri, però i paesaggi sono molto suggestivi.

A Villa Mañihuales conosciamo Jorge chiamato il “Cazador de Ciclistas” perché abborda sulla strada i ciclo- viaggiatori e offre loro gratuitamente una stanza della sua casa.

Lungo tutto il percorso numerosi sono stati gli incontri con australiani, canadesi, tedeschi, spagnoli. In queste situazioni la simpatia è immediata, l’impressione è che il mondo sia molto più piccolo.

9 gen. ___ Villa Mañihuales – bivio Puerto Aysen – Coyhaique km.93

Lungo la carretera cartelli che promettono “energia più economica”, “energia per il Cile e la Regione di Aysèn”.

Di questo progetto fa parte il gruppo italiano ENEL che si occuperà della costruzione di cinque grandi dighe nella Patagonia cilena sui fiumi Baker e Pascua.

Contro questo progetto si sta battendo il comitato cileno “Patagonia sin represas”, Patagonia senza dighe.

Anche il vescovo di questa regione Luis Infanti De La Mora, nato a Udine ma da 35 anni in Cile, si batte a fianco del comitato “Patagonia senza dighe” per evitare la devastazione dell’ecosistema di una delle terre più preziose del pianeta.

10 gen. ___ Coyhaique – El Blanco – Portizuelo Ibanez (m. 1120 s.l.m.) – Cerro Castillo km.98

Entrando nella “Reserva Nacional Cerro Castillo”, la strada attraversa zone selvagge passando per tre laghetti con colori uno più bello dell’altro.

Saliamo dolcissimamente al Passo Portizuelo Ibañez, (1.120 metri, max altitudine di tutta la Carretera Austral), … poi discesa a tornanti per la “Cuesta del Diablo”.

Le torri del Cerro Castillo e il paese con alloggi, qualche piccolo negozio, scuola e ufficio postale.

11 gen. __ Cerro Castillo – Paredon de Las Manos (A/R km. 8) – Rio Ibanez – Sector Rio Cayon km. 42

Il PAREDON DE LAS MANOS è una testimonianza della vita degli indios Tehuelche di circa 10.000 anni fa.Su questa parete sono visibili le tipiche pitture rupestri della Patagonia, ovvero mani dipinte sulla roccia.

Questo è il fondovalle del Rio Ibañez che una volta era una foresta. L’eruzione del Vulcano Hudson del 1991 depositò un metro di ceneri vulcaniche che sommersero la valle e bruciarono il bosco .Ora il “bosco morto” è un cimitero di tronchi semisommersi dalle acque.

E’ una giornata patagonica, una giornata di vento impazzito che soffia sempre forte; il vento è il padrone indiscusso di questa terra. Arriva da lontano, dal Pacifico, e spazza la Patagonia per almeno 350 giorni l’anno, scandendo la vita di chi ci vive e di chi è di passaggio,

… come noi che siamo costretti a spingere la nostra bicicletta perché in qualche tratto è proprio impossibile mantenere l’equilibrio.

Si è fatto tardi, cerchiamo un posto dove mettere la tenda e, quasi come un miraggio, in mezzo alla montagna ci appare una casetta e chiediamo di poterci accampare.

12 gen. ___ Sector Rio Cayon – Portezuelo Rio Cayon /Cofre m. 600 – Bahia Murta km. 58

Qui vive Luis, tutto l’anno isolato sulla montagna accanto a cavalli e vacche; il centro abitato più vicino dista almeno 50 chilometri.

Nella misera casa non c’è elettricità, vive al lume di candela; acqua e servizi igienici sono all’esterno. Per lui la vita è molto dura, ma con noi dimostra grande disponibilità e umanità.Suo figlio Mario è qui solo per qualche giorno, per le vacanze estive. Non ci stupisce che egli voglia abbandonare la montagna per cercare fortuna nei grandi centri del nord del Cile, come fanno ormai tanti altri giovani.

Tanti chilometri di natura incontaminata.

13 gen. ___ Bahia Murta – Lago General Carrera – Puerto Tranquilo km. 25

Questo è il lago General Carrera, il secondo lago per superfice del Sud America dopo il Titicaca; è diviso a metà dal confine con l’Argentina (Lago Buenos Aires per gli argentini).

Questo specchio d’acqua ha un gran fascino per le sue acque turchesi e per le formazioni rocciose calcaree erose dalla forza dell’acqua e del vento: è uno spettacolo naturale di grande bellezza.

Sono chiamate CATEDRAL E CAPILLA DE MARMOL e con una barca le possiamo vedere da vicino.

14 gen. ___ Puerto Tranquilo – Sector Tres Lagos – El Mayten – Puerto Bertrand km. 69

Il Lago General Carrera.

La tante salite rendono la giornata particolarmente faticosa, la stanchezza si fa sentire ma viene mitigata dalla vista dello splendido paesaggio che il Camino Austral continua ad offrirci.

A Puerto Bertrand chiediamo una camera in questa casa; rimaniamo colpiti per la festosa ospitalità che ci riservano Mireya e Fernando. Possiedono poco e si accontentano di ciò che hanno. Sono disposti a darci il loro letto pur di sistemarci.

15 gen. ___ Puerto Bertrand – Rio Baker – Rio Chacabuco – Cochrane km. 49

Piove la notte e al mattino; approfittando di una breve schiarita ci mettiamo per strada.Il Rio Baker, “el rio mas caudaloso de Chile”, quello con la più grossa portata d’acqua di tutto il Cile.

Proprio in cima ad una salita siamo ripagati dalla vista di un branco di guanacos.

Rottura del portapacchi di Cristina, peraltro subito riparato dalle mani esperte del meccanico di Cochrane e di Paolo. Cochrane è l’ultima importante cittadina del Camino Austral con il tipico impianto urbanistico di tradizione spagnola a “cuadra”, dove tutte le strade si intersecano a 90° e al centro del paese c’è sempre una piazza con un giardino pubblico.

Ha 3000 abitanti e tutti i tipi di servizi: banche, alloggi, ufficio postale, supermercato, palestra, ospedale, ecc ..).

16 gen. ___ Cochrane – Campeggio libero zona Lago Vargas km. 75

La selvaggia bellezza naturale della Carretera Austral in mezzo alle montagne.

… ma anche l’immagine perfetta di solitudine assoluta. La sera ci si accampa dove capita, una buona minestra calda e poi … dentro il sacco a pelo.

Durante la giornata il sole scalda abbastanza, solo dopo il tramonto la temperatura si abbassa e la notte è fresca (4 -6 gradi).

17 gen. ___ Lago Vargas – Puerto Vagabundo – Caleta Tortel km. 52

Il fiume Baker. Il vento che soffia dalla Cordigliera porta nubi spesse e basse e poco dopo inizia a piovere, ma lo spettacolo naturale è di grande bellezza.

18 gen. ___ Caleta Tortel

Qualche rivista turistica, esagerando di molto, definisce Caleta Tortel la “Venezia della Patagonia”.

E’ comunque una delle località più originali di tutto il Cile; un paesino di 500 abitanti ubicato su un golfo dell’Oceano Pacifico, la cui attività principale non è la pesca ma lo sfruttamento del legname. Le case, tutte in legno, sorgono su palafitte. Tortel non ha strade, né auto, né biciclette ma solo 7 km. di passerelle sospese e scalinate, tutte costruite in cipresso.

Tortel, fino a pochi anni fa, era raggiungibile solamente per navigazione o attraverso sentieri. Ora c’è la carretera Austral e un autobus, due volte alla settimana funziona da posta, rifornimento alimentare e trasporto passeggeri.

19 gen. ___ Caleta Tortel – Puerto Yungay – Fiordo Mitchell – Villa O’Higgins km. 100

Con una nave attraversiamo il Fiordo Mitchell sull’Oceano Pacifico. Un raggio di sole riesce a perforare le nuvole e il risultato è uno stupendo arcobaleno.

Un Condor che vola alto nel cielo; la strada è in precarie condizioni.

 

20 21 22 gen. ___ Villa O’Higgins

Villa O’Higgins è un paese circondato da splendidi paesaggi e montagne perennemente innevate.E’ sorto negli anni ’70 e conta circa 300 abitanti.

La carretera è arrivata qui solamente 10 anni fa; prima di allora il collegamento di Villa O’Higgins con il resto del Cile era assicurato dal volo di piccoli aerei o attraverso sentieri percorribili a cavallo.

La strada termina qui, non può più continuare in territorio cileno perché a sud c’è una barriera naturale insuperabile: il Campo de Hielo Sur, uno dei più grandi ghiacciai al mondo.Per proseguire, prima si deve attraversare il Lago O’Higgins a bordo di un barca, poi si deve seguire la mulattiera che porta in Argentina. Questa traversata è uno dei momenti di pura avventura di tutto il viaggio!

A causa del forte vento che soffia sul lago, la barca non può salpare e siamo costretti a rimanere nell’Hostal del paese per 3 giorni.

La sistemazione nell’Hostal “El Mosco” è gradevole e ravvivata dalla presenza di numerosi ciclo viaggiatori che, come noi, sono giunti alla fine della Carretera Austral, o Camino Austral.

Abbiamo modo di parlare con loro e di scambiarci informazioni e impressioni. Alister, australiano, e Anna, olandese, due anni fa sono partiti in bicicletta dall’Alaska con l’intento di attraversare le due Americhe fin giù a Ushuaia. Raccontano di un viaggio incredibile, fantastico e sottolineano che la Carretera è stata la strada più bella che hanno percorso. Questa affermazione ci fa venire alla mente il pensiero di un altro viaggiatore che aveva percorso il giro del mondo in bicicletta; anche lui definiva il Camino Austral come la strada più bella al mondo da percorrere su due ruote. Noi non possiamo far altro che condividere questo positivo giudizio sulla Carretera Austral e definirla straordinaria e magica!

Non solo per la natura incontaminata e la bellezza delle terre che attraversa ma anche perché, veramente, si vive l’atmosfera “pioneristica” della gente che abita in questi luoghi così isolati dal mondo.

Oltretutto, grazie a Dio, il tempo è stato bello e soltanto qualche volta abbiamo preso un po’ di pioggia.

Il Camino Austral attraversa una delle zone più piovose al mondo, dai 4000 ai 7000 mm. di pioggia all’anno.

La Cordigliera delle Ande in generale e la Cordigliera Patagonica in particolare formano una barriera naturale per i venti dominanti che, soffiando dall’Oceano Pacifico verso oriente, trasportano le nuvole ricche di precipitazioni che vengono depositate pertanto prevalentemente sul lato cileno delle Ande rispetto al versante orientale argentino. Ne risulta che il versante cileno della Patagonia è ricco di foreste, di ghiacciai, di laghi, di fiumi impetuosi che scendono verso il Pacifico, mentre il versante argentino, più povero di piogge, è più arido e stepposo man mano che si procede verso oriente, cioè verso l’Oceano Atlantico.

PATAGONIA 2010-2011: parte 2°

Villa O’Higgins – Ushuaia

 

23 gennnaio 2011 ___ Villa O’Higgins – Puerto Bahamondez (in bici km. 7) – … attraversamento del Lago O’Higgins – Candelario Mancilla (Chile) – Lago del Desierto (ARG) – Camping Ricanor totale km. 48

Le previsioni meteo danno buon tempo per Domenica 23. … infatti il vento si placa, riusciamo a imbarcarci sulla motonave, attraversiamo il Lago O’Higgins e scendiamo al posto di confine cileno di Candelario Mancilla.

La traversata con le biciclette da questo avamposto cileno al Lago del Desierto (Argentina) è uno dei momenti di pura avventura di questo viaggio!

Bisogna superare un valico di montagna seguendo una mulattiera di 22 chilometri (dieci chilometri in Cile, dodici in Argentina) e solo alcuni tratti sono pedalabili. Gli ultimi 5 km. sono molto difficili da percorrere anche con le bici spinte a mano.

Per fortuna questa traversata la possiamo effettuare senza il pesante carico dei bagagli perché li carichiamo sui cavalli di Riccardo Levican, un gaucho cileno che d’estate fa questo servizio, naturalmente a pagamento, ai numerosi ciclo-viaggiatori che si avventurano lungo questo impegnativo percorso.

… un’avventura indimenticabile!

24 gen. ___ Camping Ricanor – El Chalten km. 17 – … camminata al campo base Cerro Torre.

Siamo nuovamente in territorio argentino, entriamo nel Parco Nazionale dei LOS GLACIARES, uno dei luoghi più “magici” della Patagonia. La strada ci conduce a El Chalten, un piccolo paese sorto soltanto 25 anni fa ai piedi di due delle più belle e famose cime del Sud America.

Una è il maestoso e granitico massiccio del Fitz Roy, che gli indigeni chiamavano Chalten, cioè montagna che fuma. Con i suoi 3405 metri sul livello del mare è considerato il “re” della Patagonia.

L’altro è il Cerro Torre e per ammirarlo da vicino effettuiamo un trekking sino al campo base De Agostini.Per un strano gioco di venti è per gran parte dell’anno avvolta dalle nuvole, è la stupenda guglia granitica del Cerro Torre, che è considerata fra le più inaccessibili del mondo perché bisogna affrontare almeno 800 metri di parete verticale per arrivare ad una cima perennemente ricoperta da un “fungo” di ghiaccio.

Nel 1959, Maestri ed Egger partirono all’assalto della vetta; dopo una settimana Maestri fu ritrovato in stato confusionale, e raccontò a Cesarino Fava, rimasto al campo base per supporto, di aver raggiunto la vetta il 31 gennaio insieme ad Egger, che era poi caduto durante la discesa portando con sé la macchina fotografica e quindi le prove del successo.

La prima ascensione indiscussa del Cerro Torre è quella compiuta il 13 gennaio 1974 da una spedizione del gruppo dei Ragni di Lecco; in quell’occasione giunsero in vetta Daniele Chiappa, Mario Conti, Casimiro Ferrari e Pino Negri.

25 gen. ___ El Chalten – bivio Ruta 40 (km. 90) – campeggio Casa “vialidad” argentina km. 142

I primi 90 km. sono davvero un piacere: per l’ambiente naturale di straordinaria bellezza, per l’immenso cielo blu e per il vento che soffia alle spalle!!!

Dopo i verdi paesaggi ricchi d’acqua della Carretera Austral facciamo conoscenza con il “deserto Patagonico”, pianure immense ed aride con minuscole piante nane, piccoli fiori e rovi;

… nessun suono tranne quello del vento, che lima e fessura le rare colline.

Gli ultimi 52 km. sono davvero “duri” perché pedaliamo controvento! Alle 21.30 arriviamo alla casa della “vialidad” argentina; finalmente possiamo trovare un riparo dal vento, montare le tende e infilarci al caldo dentro il sacco a pelo (temperatura esterna 5°).

26 gen. ___ Casa vialidad – El Calafate km. 74

Arbusti spinosi sempreverdi che producono bacche molto gustose: il calafate, considerato un simbolo della Patagonia. La leggenda narra che chiunque si macchi le labbra col suo succo bluastro non riuscirà più a dimenticare questa terra e sempre un senso immenso di nostalgia lo spingerà a tornare.

El Calafate è una cittadina turistica situata sulle rive del lago Argentino. Qui ci fermiamo due giorni, per effettuare un’escursione ad una delle più importanti attrattive del Sud America, lo spettacolare ghiacciaio Perito Moreno.

27 gen. ___ El Calafate (… visita al Parque de Los Glaciares: Ghiacciaio “Perito Moreno”

Il ghiacciaio Perito Moreno è sicuramente il più famoso e conosciuto nel mondo per la sua particolarità di avanzare anziché arretrare come gli altri ghiacciai.

Il fronte azzurro di ghiaccio è largo 5 km., lungo 30 e alto mediamente 60 metri sulla superficie dell’acqua.

Sopra un caos di blocchi, crepacci, pinnacoli, … sembra tutto immobile, in realtà si muove e la prova sono gli improvvisi boati provocati dal crollo di enormi pezzi di parete nelle acque gelide del lago Argentino.

Grazie a un particolare gioco di rifrazione della luce, il ghiacciaio si colora in tutte le possibili variazioni del blu, … lo spettacolo è davvero unico!

28 gen. ___ El Calafate (ARG) – Puerto Natales (Chile) in bus

A El Calafate carichiamo le bici su un pullman,

passiamo nuovamente la frontiera tra Argentina e Cile ed arriviamo a Puerto Natales, una graziosa cittadina situata sul Seno Ultima Esperanza, un fiordo dell’oceano Pacifico.

 

29 gen. ___ Puerto Natales – visita al Parque “Torres del Paine” e alla “Cueva del Milodonte”

Dedichiamo una giornata alla visita del vicino Parco Naturale delle Torres del Paine e della Cueva del Milodonte. In questa caverna vennero scoperti i resti di un grande animale preistorico estintosi circa 10.000 anni fa, che venne chiamato Milodonte.

La Patagonia è sempre stata considerata dagli scienziati la “Terra delle meraviglie” perché vennero trovati cimiteri d’ossa di mammiferi preistorici, dinosauri e rettili.

Il Parco Nazionale Torres del Paine rappresenta una delle più spettacolari aree naturali del Sud America.

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Da un fondovalle praticamente sul livello del mare, si elevano picchi rocciosi alti più di 3.000 metri; l’ambiente è di boschi di faggi, laghi azzurrissimi, ghiacciai, cascate e torrenti impetuosi; un vero spettacolo naturalistico.

La fauna è varia e facile da avvistare: guanachi, volpi, condor e aquile.

 

30 gen. ___ Puerto Natales – Posada Rio Rubens km. 65

“Bienvenido a la Provincia de Ultima Esperanza”.

La strada è asfaltata e caratterizzata da lievi sali-scendi ma il vento è parecchio fastidioso perché arriva forte e laterale. All’ora di pranzo arriviamo all’antica locanda “Rio Rubens” e decidiamo di fermarci per mangiare qualcosa di caldo e per un “salutare” riposo.

31 gen. ___ Posada Rio Rubens – Morro Chico – Villa Tehuelches km. 84

Oggi il vento ci spinge da dietro e velocemente arriviamo a Morro Chico.

Nel piccolo villaggio di Villa Tehuelches dormiamo in questa bella e originale casa. Le pareti del salotto raffigurano paesaggi e animali tipici della Patagonia.

Ci vive Maria con i suoi 2 bambini. Maria è diventata mamma in giovane età, studia ancora e solo grazie all’aiuto della nonna riesce a crescere i piccoli.

Chiacchierando, abbiamo modo di conoscere la dura realtà di tante giovani ragazze madri come lei.

1 feb. ___ Villa Tehuelches – bivio Cabeza del Mar – Cabo Negro – Punta Arenas km. 103

Scendendo di latitudine il clima va cambiando e ci obbliga ad un abbigliamento sempre più pesante. La notte scorsa abbiamo dormito con 6 coperte.

Punta Arenas è la città più australe del Cile, l’ultima grande città cilena. Ha un grande porto petrolifero e importanti attività commerciali e industriali.

Particolarmente interessante è stata la visita al Museo Salesiano “Borgatello” che ospita una straordinaria raccolta di testimonianze della civiltà degli indio Yamana e Ona, tribù di nomadi che un tempo vivevano su queste terre.

I Selk’nam o Ona vivevano sulla terra ferma ed erano cacciatori e allevatori.

Gli Yamana , detti canoeros, vivevano nei canali delle isole della Terra del Fuoco e si dedicavano alla pesca.

Il loro sterminio ebbe inizio a metà dell’ ‘800, con l’arrivo dei cercatori d’oro e degli allevatori di pecore. … poi malattie, ma soprattutto la perdita della propria identità sociale e dei costumi portarono all’estinzione della razza.

2 feb. ___ Punta Arenas (visita Isla Magdalena: “Monumento Nacional de Los Pinguinos”)

Oggi lasciamo ferme le bici e con una barca risaliamo lo stretto di Magellano per visitare la straordinaria riserva naturalistica dell’Isola Magdalena , che ospita una colonia di circa 200.000 pinguini.

E’ un’emozione davvero grande vedere i Pinguini di Magellanouccelli acquatici non volatori che sono arrivati sull’Isola per riprodursi.

I primi ad arrivare sono stati i maschi, … hanno cominciato a pulire e a rimettere a nuovo lo stesso nido dell’anno prima. Lì, hanno aspettato l’arrivo delle compagne, avvenuto un paio di giorni più tardi. I Pinguini sono monogami e formano coppie stabili. I piccoli sono nati a Novembre e nei primi mesi hanno una fame insaziabile tanto che i genitori si devono alternare per andare continuamente al mare in cerca di cibo, senza mai lasciare incustodito il nido.

Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile tutta la colonia di Pinguini abbandonerà la terraferma per ritornare all’oceano, dirigendosi nuovamente verso nord, verso le coste del Brasile da dove erano arrivati.

3 feb. ___ Punta Arenas – Porvenir (Isla Grande de Tierra del Fuego) – Estancia Armonia km. 75

Da Punta Arenas ci imbarchiamo per attraversare lo Stretto di Magellano e raggiungere la Terra del Fuoco, resa mitica dal grande esploratore che le diede il nome, vedendo dalla sua nave i fuochi accesi dagli indigeni.

“Magellano constatò che quella terra era rocciosa e desolata a causa del freddo e ritenne inutile sprecare molti giorni per esplorarla. Egli fu saggio a passar oltre: il tempo, nello Stretto, è di solito infernale. Ebbe addirittura una tale fortuna che, quando affrontò quello che di solito è uno dei mari più violenti del mondo, capitò in una calma piatta e lo chiamò Pacifico: Oceano Pacifico”.

La strada sterrata che da Porvenir (Chile) arriva sull’Oceano Atlantico in Argentina

ci da un po’ di preoccupazione perché qualche ciclo-viaggiatore lo descrive come un tratto di 150 chilometri “di nulla assoluto”, cioè senza paesi, case e altre possibilità di ricovero.

Il vento ci è amico, forte e freddo e ci spinge da dietro.

Sono ormai le otto di sera e cerchiamo un posto dove mettere la tenda. Alcune ruote di carro e un cartello indicano la presenza dell’estancia Armonia. E’ l’unica abitazione nel raggio di 20-30 chilometri e si affaccia sulla Bahia Inutil.

 

Juan, il gaucho dell’estancia, ci permette di preparare la cena nella sua cucina e all’esterno della casa possiamo accamparci per la notte.

4 feb. ___ Estancia Armonia – Cruce Onaisin – San Sebastian (Chile) km. 78

Juan, dopo la colazione, ci accompagna a vedere i capannoni dell’estancia,

ci parla del suo lavoro, della tosatura delle pecore, delle balle di lana pronte per essere spedite in Europa e … del canestro “mas austral del mundo”!

Egli è visibilmente contento di ospitarci e visto che al momento della partenza sta piovendo ci dice che se vogliamo fermarci ancora un giorno lo possiamo fare senza nessun problema! E’ difficile lasciare il caldo della stufa … , lo ringraziamo di cuore per la sincera e splendida ospitalità e sotto una leggera pioggerellina riprendiamo a pedalare verso l’oceano Atlantico. Un albero piegato dalla forza del vento e un guanaco, “nostro” fedele compagno di viaggio.

Le biciclette in acciaio hanno retto bene le sollecitazioni di tanti chilometri di “ripio” e tremende “calamiñas”, cioè strade in terra battuta con sassi, pietrisco, sabbia e ondulazioni.

Durante tutto il viaggio abbiamo avuto solo due inconvenienti: una foratura e la rottura del portapacchi di Cristina.

5 feb. ___ San Sebastian (Chile) – San Sebastian (ARG) – Oceano Atlantico – Rio Grande km. 97

Il confine tra Cile e Argentina.

L’oceano Atlantico e la Missione salesiana di Rio Grande.

 

6 feb. ___ Rio Grande – Estancia Viamonte – Tolhuin km. 114

 

Tolhuin è un piccolo paese sulle rive del Lago Fagnano, sperduto nel sud della Terra del Fuoco. Troviamo alloggio in questa Hosteria, immersa tra il verde e variopinti lupini e, del tutto casualmente, abbiamo un incontro che ha dello straordinario!

Dopo cena siamo avvicinati da due persone che, sentendoci parlare friulano, ci domandano: … siete voi i tre di Udine arrivati fin qui con le biciclette?

Dopo un primo attimo di sorpresa e una gran risata chiariamo l’arcano.

Claudia e Carlo di Gemona, diretti anche loro a Ushuaia, soltanto quattro giorni prima di arrivare qui, facendo qualche acquisto nel negozio di Stefano Fiascaris a Udine, si erano sentiti dire: “Se andate in Patagonia salutatemi tre miei amici che sono laggiù in bicicletta!” … Incredibile!

7 feb. ___ Tolhuin – Lago Fagnano e Escondido – Paso Garibaldi – Ushuaia km. 106

Abbiamo ancora una lieve difficoltà da affrontare: la salita al Passo Garibaldi. Non si tratta di Giuseppe Garibaldi ma di Louis Garibaldi, l’ingegnere che progettò la costruzione della strada.

La città più sud del mondo, Ushuaia. In lingua Yamana significa: Bahia che penetra verso occidente.

8 feb. ___ Ushuaia – Parque Nacional Tierra del Fuego “Bahia Lapataia” – Ushuaia km. 63

A Bahia Lapataia finisce la Ruta 3, più a sud c’è il Canale di Beagle, l’arcipelago della Tierra del Fuego e …l’Antartide.

 

9 febbraio 2011 ___ Ushuaia km. 13

Ushuaia, la città più sud del mondo, incastonata tra le vette dell’estremità sud delle Ande e il Canale di Beagle. E’ anche conosciuta come la “Fin del Mundo”.

 

10 11 12 febbraio 2011 ___ Ushuaia

Ushuaia nacque nei primi del ‘900 grazie al lavoro dei prigionieri detenuti nel famigerato carcere e si ampliò soprattutto con l’arrivo degli emigranti italiani 60 anni fa. La gran parte erano friulani.

Una di questi è la signora Ancilla D’Agostino, nata a Grions del Torre vicino a Udine. L’abbiamo incontrata nella sua casa alla periferia di Ushuaia. Interessante e profondo è stato il racconto della sua vita segnata da tanti sacrifici in questa terra così lontana.

___ Ushuaia – Buenos Aires – Madrid – Venezia

 

 

 

COMMENTI

LucaYMeri
Scritto il 08 Gennaio 2016
Bellissimo!

LucaYMeri
Scritto il 08 Gennaio 2016
Bellissimo!

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