AIIC - Associazione Italiana Il Cicloviaggiatore

NAMIBIA 2012

Il viaggio è stato intenso e, in alcune circostanze, piuttosto duro dal punto di vista psicologico. Distanze significative, ampi spazi e pochissime possibilità di fare rifornimento di acqua e cibo; se non altro tutta l’acqua è potabile (salvo in un paio di posti). I paesini segnati sulla cartina sono solo fattorie che da sole costituiscono il paese e alle volte offrono hotel-ristorante-campeggio e uno spaccio/negozietto, altre volte sono km fuori dalla strada principale e non è detto che ci viva qualcuno (se non c’è cartello esplicito, evitare di avventurarsi per km è meglio). In ogni posto anche senza acqua c’è un bidone per la spazzatura e un brai a disposizione. Il nostro itinerario è, sostanzialmente, la traversata del Namib Desert dalla capitale al confine con il Sud Africa. I km percorsi sono quasi tutti su sterrato in varie condizioni, ma generalmente discrete.
Io ho usato una MTB, mia moglie una trekking con copertoni 35. E’ più appropriata una MTB, ma non ditelo a mia moglie che non ne vuole sentire parlare.
Il volo di ritorno parte da Capetown e passiamo 5 giorni lì, esplorando la penisola in bici.
Agosto significa inverno da questa parte del mondo e, a parte la prima settimana, le temperature sono state sempre freddine (10/15 di giorno e vicine allo 0 di notte). Ci siamo beccati anche una breve grandinata e ore di pioggia nella tappa che ci ha portato a Grunau. Alcuni dei pochi posti incontrati lungo la strada sono aperti solo in altre stagioni dell’anno. Da quanto ci hanno raccontato in estate le temperature arrivano a 40° e questo costituisce sicuramente un problema per l’acqua.
Gli spazi aperti e i paesaggi sono fantastici e ripaganti della fatica, ma chiaro che deve piacere molto la solitudine e… il deserto. Tantissimi animali sulla strada, infotografabili dalla bici, però. Quelli supposti pericolosi sono i leopardi che però, come ha detto un fattore, “se ne stanno lontano dagli umani” e i babbuini, del tipo grosso e nero. Ne abbiamo visti svariati branchi ma anche loro scappavano e di notte non sono mai venuti a disturbarci. Serpenti un paio perché tutti in letargo.
I posti più impressionanti per bellezza: Soussusvlei, Queever forest, Fish River Canyon (Hobas) e la strada C37 che collega Hobas ad Ai-Ais.
Arriviamo a Windhoek nel pomeriggio inoltrato e piuttosto stanchi dopo volo a tappe lunghissimo, così decidiamo di caricare bici e bagagli su un taxi e farci portare in ostello (Cardboard box Backpackers con anche posti tenda). Rimaniamo 3 notti per riprenderci e organizzare il viaggio.
Windhoek è una città tranquilla (stare attenti ai furti, anyway), con un centro dell’artigianato veramente bello e interessante. Al di là del centro consigliamo il giardino botanico.

Windhoek – Us Pass
Da Windhoek andiamo verso sud ovest per la C26 e poi percorriamo la D1982, passiamo l’ Us Pass e ci fermiamo al km 106 in uno spiazzo vicino a una grid. Siamo riusciti a rifornirci di acqua entrando (nonostante il cane) e chiedendo in una fattoria sul passo (c’è andata bene perché le due persone presenti se ne stavano andando, ore 15). La tappa non è particolarmente dura pur essendo la prima. La difficoltà è rappresentata dalla discesa e non dalla salita. Col senno del poi conviene allungarla di qualche km.

Us Pass – Niedersachsen Gaste Farm (70km) molto duri! Tutta up and down molto ripidi, dove al temine della discesa ci si infossa nella sabbia e si deve ripartire da fermi. Un rifornimento di acqua al mattino e più nulla, un signore in auto ci ha regalato un fantastico litro di limonata fresca nel pomeriggio: cose che ti risollevano non  poco il morale. Il proprietario della fattoria, gentilissimo, avvisato dal suddetto signore ci viene incontro sulla strada principale e ci carica con le nostre bici fino al campeggio (andata e ritorno al mattino dopo). Cosa che ci evita una decina e più di km devastanti per le condizioni della pista. Al campeggio c’è anche un topolino del deserto (tra i vari animali) che sembra tanto carino ma poi mi morde un dito del piede. Qui c’è la doccia ma non acqua potabile, ma il proprietario vende acqua in bottiglia.
Dopo Niedersachsen proseguiamo sulla D1982 (i sali-scendi si diradano e sono meno impegnativi) per prendere al bivio la D1985, pista (piatta anche se con qualche tratto sabbioso) in un panorama bellissimo con tantissimi animali, che ci collega alla C28 (circa 60km). Da qui mancano 128km per Swakopmund: in mezzo non c’è assolutamente nulla e il panorama è piuttosto monotono. Noi facciamo rifornimento di acqua in una fattoria sulla D1982, incontriamo nell’interna giornata 3 macchine. Dopo 20km circa di C28 chiediamo acqua a una macchina (la 3°), il guidatore ci dice che non ha acqua da darci ma ci propone un passaggio fino a Swakopmund. Cosa che accettiamo subito! Risparmiandoci una giornata di piattume; gli ultimi 70km sono asfaltati.
A Swakopmund ci fermiamo 2 notti per fare rifornimento e riprenderci un po’ da 3 giorni intensi di pedalate e per godere delle dune bianche. L’acqua dell’oceano è gelida quanto quella islandese.
Da Swakopmund proseguiamo verso sud lungo i 34km asfaltati lungo costa (e dall’altra parte le dune bianche) fino a Walvis Bay (questo è l’ultimo posto per fare rifornimento di acqua e cibo prima di Solitaire a 200km! I “campeggi” Vogelfederberg, Kress-Se, Kuiseb sono spiazzi con un po’ d’ombra, un bidone per la spazzatura e senza un goccio d’acqua) e poi C14 direzione sud-est dove inizia il Namib-Naukluft Park. Ci fermiamo tra il bivio con la D1982 e il Kress-Se in uno spiazzo che giudichiamo sufficientemente morbido per la tenda (125km). La tappa è di pianura e la pista è in buone condizioni. Si pedala nel deserto, inizialmente ci sono ancora le dune poi tutto è piatto e dopo circa 100km inizia una vegetazione di cespugli erbosi gialli. Per l’acqua occorre fermare le macchine e chiedere; nessun’altra alternativa.

Il giorno dopo sempre C14. Presso il Kress-Se la vegetazione cambia, è più ricca e ci sono branchi di springbok e altri animali (orici, struzzi…) lungo la striscia del torrente completamente secco e sabbioso. Quindi, si inizia a salire un po’ senza fatica, si scende nel canyon del Kuiseb (splendido!) e passato il fiume si sale con strappo iniziale. Tanti animali e scenario splendido. Alla fine della salita ci sono circa 3/4km di sali-scendi ma sono asfaltati e non così impegnativi. La C14 incrocia la C26, il tropico del capricorno e il Ganeb pass, prima di arrivare a Solitaire. Non ci sono fattorie (se non molto all’interno, “irraggiungibili”) e non ci sono fonti d’acqua, contate solo sulle auto che incrociate. La pista è un po’ rovinata. Ma oggi a noi va di gran lusso. Infatti dopo neppure 30km un ranger del parco ci carica sulla sua jeep e ci porta fino a Solitaire! Qui c’è un supermercatino, una backery fantastica, un campeggio splendido (anche altre sistemazioni) e acqua potabile ovunque. Per quanto ci riguarda, senza il passaggio, per percorrere la distanza tra Swakopmund e Solitaire ci sarebbero voluti 3 giorni (questo probabilmente anche fossimo partiti da Walvis Bay); supponiamo si debba essere molto in forma per farcela in 2 giorni (ognuno valuta per se). Il ranger ci ha raccontato che la pista è stata rovinata dalle piogge del 2010 e lentamente la stanno ri-sistemando. Dal Kress-Se il panorama è davvero qualcosa.
Da qui in poi caricandoci (in due) 8/9litri di acqua siamo sempre stati autosufficienti.

Solitaire – Sessreim (88km). La pista C19 è in alcuni tratti rovinata, gli ultimi 12km sono pessimi e ci prendono 1h. Il campeggio nel parco di Soussusvlei è bello ma si deve pagare l’ingresso al parco, per risparmiare c’è quello sul lato opposto della strada. Dal campeggio alle dune di Soussusvlei ci sono 60km di strada asfaltata. Noi facciamo l’autostop (facile).
Da Sessreim ritorniamo verso Solitaire e prendiamo il bivio per la D1273 e arrivare alla Ababis Guest Farm (campeggio, stanze con uso cucina e B&B) (92km).
Da qui diventiamo fedelissimi della C14. Il tratto (50km circa) che arriva a Bullsport (lo shop non ha quasi nulla, non contateci) gira attorno e attraverso le montagne del Naukluft in uno scenario “dolomitico” (questo è uno dei 3 posti al mondo dove c’è la dolomite). Dalla fattoria ci sono alcuni sentieri e possono organizzare il trasporto per il vicino parco (22km). La pista è la D854 che è un buco unico, pietrosa e sabbiosa e prometteva tanti ups & downs. Così noi in bici siamo tornati indietro…
Da Bullsport a Maltahoe sono 110km che si fanno che è un piacere, i sali – scendi sono di quelli che danno l’abbrivio più che rallentare. L’ultimo tratto è un po’ rovinato e con una salitina che si fa sentire, poi discesa e siete in paese dove ci sono negozietti e campeggio, backpacker… 50km prima c’è la fattoria Nomistas per chi vuole fermarsi o fare rifornimento d’acqua.
Tra Maltahoe e Helmeringhausen (149km) ci sono solo fattorie abbandonate e un villaggio in stile baraccopoli in cui non ci avventuriamo (15km prima della meta e dopo discesona di 6/7km). I primi 12km sono impegnativi e dopo circa 70km il paesaggio migliora decisamente con montagne piatte o con pinnacoli a berretto particolari. A Helmeringhausen si può campeggiare nella fattoria dell’800 dove fanno una cena strepitosa (dopo 149km di sterratone ce la si merita!).
Arrivare a Bethanie (85km) è una tappa di riposo; qui c’è hotel-rist-campeggio. È chiuso perché domenica fuori stagione, ma telefonando arriva un signore ad aprirci. Questo è un paesino dove trovate anche dei negozi (e una chiesa orribile). A metà strada circa c’è il Konkiep Lapa, campeggio molto bello.
Bethanie – Seeheim (102km). Goageb segna il bivio con la B4 asfaltata. Prima del bivio per l’hotel-rist-campeggio di Seeheim si passa sopra il Fish river che noi troviamo con acqua nonostante la stagione.
Da qui proseguiamo per Keetmanshoop, dove facciamo rifornimento di cibo (è da Swakopmund che non entravamo in un supermercato) e proseguiamo per la Queever Forest (71km). Il posto è meraviglioso e ci rimaniamo 2gg anche per esplorare i dintorni (Giant’s playground da non perdere). Dopodiché ritorniamo a Keetmanshoop (18km) per organizzare il ritorno a Capetown e l’ultima parte di viaggio. La cittadina è un paese povero, sul bruttino che non ha nulla da offrire se non un internet point, due supermercati (veri) e del cibo di strada (per carnivori, però).
Da Keetmanshoop torniamo sulla B4 e deviamo sulla D545 per arrivare (54km) alla Naute Dam (qui c’è anche campeggio, bagni, acqua, un bar). I km che collegano alla C12 sono su uno sterrato che è quasi migliore dell’asfalto. La C12 presenta invece tratti in brutte condizioni. Giriamo per la C37 e arriviamo alla Cañon Roadhouse (per tot 142km). Campeggio strepitoso e colazione imperdibile per quantità e qualità a buffet. Il giorno dopo ci bastano 18km per arrivare a piantare la tenda al campeggio di Hobas del Fish River Canyon. Purtroppo invece i 10km che portano al view point sono controvento tipo Patagonia e riusciamo, scarichi, a superare l’ora per arrivarci (il ritorno è ovviamente un’altra cosa). Al mattino molto meno vento e si può seguire anche la pista che per un po’ costeggia il canyon.
La C37 da Hobas ad Ai-Ais (73km) è una delle strade più belle mai pedalate, gli ultimi 22km con un vento da paura. Le hot springs sono invece piscine in struttura al coperto (non è la Laguna blu islandese!). Il campeggio è splendido e con cucina elettrica a disposizione.
Ai-Ais – Grunau, White House 132km. Tappa impegnativa non tanto per i primi 22km dove c’è da salire (ritornate al bivio con la C37) quanto perché prendiamo un grandinata e un acquazzone di 3ore (dal pranzo fino a 5km dall’arrivo). Questa casa coloniale è meravigliosa e qui raccomandiamo caldamente la cena: ottima e gargantuesca!
Da qui torniamo a Grunau (dove non c’è assolutamente nulla se non l’hotel-rist-campeggio per prendere il bus notturno fino a Capetown.
A Capetown stiamo 5giorni e usiamo ancora un po’ la bici per: l’imperdibile colonia di pinguini; Cape point – Capo di Buona Speranza; la Table Mountain; i vigneti di Constantia e il Botanic Garden. Purtroppo di costa atlantica ne abbiamo fatta davvero poca ma da quanto letto sembra meravigliosa.
A. e G.

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